TERAPIA NEUROPSICOLOGICA DEI DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO

DSA e ADHD

DSA-ADHD

Il modello della Terapia Neuropsicologica

 Il modello di riferimento nei casi di disturbo del neurosviluppo, in particolare proprio DSA e ADHD, è quello della terapia basata sulla Neuropsicologia Cognitiva (NPC). La terapia neuropsicologica ha come obiettivo fondamentale la conoscenza del funzionamento della mente, delle capacità mentali. Le capacità mentali possono venire studiate attraverso i processi utilizzati per elaborare le informazioni. Questi processi possono essere organizzati in moduli parzialmente indipendenti tra loro, all’interno di “specifici” domini cognitivi (linguaggio, conoscenza dei numeri, conoscenza di cause meccaniche, di processi psicologici…). 

 

Neuropsicologia di DSA e ADHD?

DSA e ADHD: due acronimi sempre più presenti nella nostra quotidianità. I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) sono disturbi di origine neurobiologica. Possono interessare alcune specifiche abilità dell’apprendimento scolastico (lettura, scrittura e calcolo nel caso dei DSA) e alcune capacità cognitive (attenzione, memoria di lavoro, funzioni esecutive nel caso dell’ADHD). I disturbi possono anche essere presenti in comorbidità.

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Nel caso di DSA ad esempio, vanno considerati i processi cognitivi sottostanti all’abilità specifica esaminata (ad esempio, per quanto riguarda la dislessia, potrebbe essere la capacità di tradurre i simboli grafici in parole). Nel caso dell’ADHD invece, potremmo considerare la capacità attentiva, la memoria di lavoro o le competenze metacognitive.

Inoltre, i DSA e l’ADHD si caratterizzano per cambiamenti significativi nella manifestazione dei sintomi in relazione all’età. Vale a dire che l’espressività del disturbo si modifica con il passare del tempo, non rimane immodificata. Ad esempio, se i bambini con dislessia riescono a leggere un testo in 2 minuti (contrariamente ai 50 secondi dei bambini a sviluppo tipico), una volta diventati adulti sapranno leggere quel testo in 30-40 secondi (contrariamente ai 15 secondi degli adulti a sviluppo tipico). 

Si assiste quindi ad un miglioramento della performance a prescindere dal trattamento (vedi grafico).

Ma, come vedremo, il trattamento è molto utile per  sviluppare al meglio (e più velocemente) le abilità sopite.

DSA Marsala

Il Trattamento Neuropsicologico

Data la loro origine neurobiologica, allo stato attuale i DSA, così come l’ADHD, risultano condizioni cliniche immodificabili. 

Nonostante ciò, è possibile intervenire. Dopo un’attenta anamnesi, che chiarisce quali abilità siano compromesse, si proseguirà con un percorso di terapia Neuropsicologica. Nello specifico, verranno proposte attività di potenziamento cognitivo. Tale potenziamento ha lo scopo di sollecitare le suddette abilità, che purtroppo non si sono sviluppate correttamente. Attraverso specifici training di lettura, scrittura e calcolo (per DSA), o training attentivi e metacognitivi, uniti a interventi comportamentali (nei casi di ADHD) si potrà raggiungere una maggiore padronanza e migliorare sensibilmente le performance scolastiche.

Grande importanza dev’essere data alla diagnosi precoce, anche e soprattutto prima dell’ingresso scolastico. Valutare i cosiddetti “pre-requisiti dell’apprendimento” è un passaggio fondamentale. Ciò permette di intervenire prima che il decorso clinico possa manifestarsi, in un periodo in cui il cervello dei nostri figli risulta particolarmente elastico e suscettibile ai potenziamenti cognitivi.

Gli interventi terapeutici devono adattarsi alle caratteristiche individuali di ogni singolo bambino, ai suoi tempi di attenzione, ai suoi livelli motivazionali e di autostima. Molto importante inoltre prefiggere obiettivi chiari e realistici. È inoltre altrettanto importante attuare in modo sistematico e duraturo i metodi terapeutici che sono consigliati dagli esperti.

Infatti, devono sempre essere coinvolti i familiari e gli insegnanti, poiché parte del percorso di trattamento. Attraverso la cooperazione di intenti infatti, sarà possibile generalizzare le abilità apprese, applicandole anche in contesti esterni a quello clinico.

In conclusione, è necessario prospettare una presa in carico da parte di vari professionisti, che coinvolga un’equipe formata, preferibilmente, da psicologi, logopedisti e neuropsichiatri infantili.