REBT

REBT Fabrizio Di Girolamo Psicolgo Marsala

Cos'è la REBT?

La Terapia Razionale Emotiva-Comportamentale (Rational Emotive Behavior Therapy, REBT) fu fondata da Albert Ellis (tra i primi grandi esponenti del cognitivismo clinico) agli inizi del 1950. Si tratta del primo esempio di pratica terapeutica di matrice cognitiva, che si è differenziata moltissimo dall’allora dominante Psicanalisi, ritenuta da Ellis poco rappresentativa della realtà clinica. Inizialmente chiamata RET (terapia razionale emotiva), venne successivamente arricchita nella sua teorizzazione con tecniche di matrice comportamentale, ritenute da Ellis fondamentali nel percorso di cambiamento.

Più di ogni altra forma di psicoterapia, la REBT ha solide basi filosofiche che ne determinano la struttura. La prima tra queste è la dedizione del metodo logico-scientifico: Ellis sosteneva che, applicando la logica, la razionalità e il ragionamento alla vita di tutti i giorni, si potessero risolvere gran parte dei conflitti emotivi. Il secondo principio è quello del “riconoscere che verifichiamo la nostra realtà tramite delle ipotesi”. Spesso queste ipotesi risultano errate, quindi è opportuno adottare una perenne strategia di “falsificazione”.

Ma se si potesse indicare il precursore della REBT ed il principale spunto per le teorie di Ellis, questo sarebbe sicuramente lo Stoicismo. “Gli uomini non sono disturbati dalle cose, ma dalle opinioni che essi prendono di loro“. Allo stesso modo, le correnti filosofiche orientali (buddiste in particolare), possono essere accostate alla REBT, e lo si rivede soprattutto nella formulazione delle 4 nobili verità: accettazione della sofferenza; la sofferenza dipende dal noi (siamo noi che la interpretiamo in questo modo); è possibile non soffrire; esistono numerose vie per non soffrire. La REBT incorpora tutte queste correnti, in una spirale di positivismo, attivismo e intraprendenza, che si cerca di trasmettere al cliente. 

I Pilastri della REBT

Proprio in riferimento al nome possiamo trovare i 3 principali punti cardine che caratterizzano questo approccio e che hanno influenzato enormemente la struttura successive tecniche cognitivo-comportamentali e la psicoterapia in generale:

Pensieri

Emozioni

Comportamenti

Secondo l’approccio REBT, i pensieri rappresentano la più importante causa delle emozioni, e viceversa. Emozioni e pensieri sono estremamente interconnessi: dalla loro unione, nasce il comportamento manifesto, che a sua volta influenza pensieri ed emozioni, in una reciproca interdipendenza. Quando il pensiero è illogico, irrazionale e disfunzionale, ne consegue che anche le emozioni saranno disfunzionali, magari esagerate e negative.

Il metodo ABC

Per aiutare i clienti ad identificare il rapporto pensiero -> emozione e le conseguenze correlate, Ellis elaborò il famosissimo (e ormai utilizzatissimo) schema dell’ABC:

A= Antecedent (antecedenti, ovvero eventi o situazioni che scatenano i pensieri e le credenze. Possono essere dei pensieri stessi)

B= Belief (credenze, ovvero quei pensieri stabili e resistenti che condizionano la nostra percezione di A)

C= Consequence (conseguenze, tipicamente emotive e comportamentali, ma anche cognitive o somatiche)

Le Credenze Irrazionali

Nonostante in B siano presenti numerosissimi tipi di credenze irrazionali, le principali possono essere accorpate in 4 grandi categorie:

psicologo REBT marsala fabrizio di girolamo

Lo scopo specifico della REBT è quello di modificare, cambiare e disputare le credenze negative e disfunzionali presenti in B.

Pensiamo ad una persona che ha paura di parlare in pubblico e si ritrova a dover fare un esame di fronte a tutti i suoi compagni e professori. In questo caso, “A” sarà la situazione stressante in cui si trova e il pensiero “farò una brutta figura”. Le conseguenze “C” potranno essere: ansia, timore, sudorazione, nodo alla gola, battito aumentato, tutto un insieme di cose che farà optare per un comportamento di evitamento (non farò l’esame). Se notiamo bene, approfondendo il pensiero “farò una brutta figura” è un’inferenza iniziale che non è sostenuta da alcuna prova, non vi è infatti certezza di questo. Ma nella mente del cliente il pensiero di poter fare una brutta figura parlando in pubblico è così terribile da portarlo ad evitare di esporsi; lui deve per forza parlar bene, altrimenti tutti lo derideranno; è impossibile per lui parlare bene; siccome lo pensa, andrà sicuramente così. Ed ecco che abbiamo sviscerato le credenze “B” irrazionali, le vere cause dell’ansia e dell’evitamento del cliente.

Nonostante l’apparente semplicità, il metodo REBT è in realtà molto complesso, poiché richiede un grande sforzo cognitivo. Si richiede infatti di svolgere un lavoro “cognitivamente superiore”, agendo, controllando e modulando i propri pensieri e le proprie credenze, che spesso viaggiano in automatico.

Il cambiamento secondo la REBT

 Il lavoro del terapeuta REBT sarà quello di aiutare il cliente a riconoscere il pattern di pensieri irrazionali e le emozioni ad esso associate, modificare questi pensieri e queste credenze mettendo in pratica degli esercizi emotivi, cognitivi e comportamentali, da fare specialmente a casa. Sarà richiesto di fare pratica, di affrontare con fermezza e serenità i propri problemi, le proprie difficoltà e le proprie paure, puntando sempre al cambiamento di ciò che non ci piace. Allo stesso tempo, il cambiamento potrebbe persino coinvolgere le credenze più radicate e profonde, verità che prima di allora erano ritenute assolute. Questo processo è descritto nella figura sottostante.

psicologo REBT marsala fabrizio di girolamo

Come potete vedere dal grafico sulla sinistra, tale processo è alternativo alle credenze “B”: Ellis gli ha dato il nome di “D”, ovvero Disputing (o disputation, in italiano “Disputa” o “Messa in Discussione”). Questa nuova modalità porta il cliente a diventare un vero e proprio scienziato, che cerca prove e conferme dei suoi pensieri (avendo prima ben chiara la differenza tra pensieri razionali funzionali e pensieri irrazionali disfunzionali). 

Quando si riconoscerà un pensiero irrazionale, lo si metterà in discussione, verificando le ipotesi sperimentalmente nella vita di tutti i giorni. Quando il cliente si accorgerà che vivere senza questi

ABC....D ed E

Attraverso un lavoro costante e continuo di identificazione, elaborazione e verifica dei pensieri irrazionali e delle credenze disfunzionali, si automatizzerà un nuovo stile di pensiero, che avrà essenzialmente queste caratteristiche:

Da lì si raggiungerà un nuovo traguardo, alternativo questa volta alle conseguenze “C”, che Ellis ha denominato “E” (effects, effetti). Si tratta di nuove conseguenze, più funzionali ed adattive. Tuttavia è molto importante sottolineare che queste nuove credenze E non sono per forza positive: alcuni eventi che affrontiamo nella vita sono universalmente negativi (morte, separazione, malattia, ecc). Spesso però il dolore associato a questi eventi è talmente elevato da essere insopportabile, perché si crede in un ideale di felicità spesso irraggiungibile. Ed ecco che l’aspettativa disillusa si trasforma subito in ulteriore sofferenza.

Ritornando brevemente all’esempio precedente: un’eventuale terapia REBT per la paura di parlare in pubblico poteva aiutare il cliente a identificare i pensieri irrazionali di fondo e a metterli in discussione, verificando la loro correttezza attraverso delle prove di “esposizione” dal vivo, aiutando allo stesso tempo a gestire le emozioni negative correlate e non ultimo i comportamenti automatici come l’evitamento, che non fanno altro che porre il parlare in pubblico alla stregua di un tabù.